RIAPERTURA DEL BUNKER SORATTE

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Vi piacerebbe rivivere per una giornata l’atmosfera della guerra, vedere gli accampamenti militari, i cannoni, i carri armati, i personaggi con i vestiti storici e gli aerei che sorvolano il cielo? Il 13 e 14  Maggio potrete rivivere tutto questo ed entrare nuovamente  nelle viscere del monte Soratte per esplorare una delle più importanti opere ingegneristiche d’Europa, il BUNKER.

I lavori per l’escavazione delle gallerie iniziano nel 1937 per volere di Mussolini, secondo la progettazione esse dovevano servire come rifugio del Comando Supremo dell’Esercito Italiano in caso di guerra, anche se tutti pensavano che sarebbe divenuta una fabbrica di munizioni della Breda.

Per realizzare quest’opera furono ingaggiate varie ditte, ognuna con un compito diverso, dall’escavazione alle rifiniture , alla costruzione delle varie strade che portano ad essa.

Gli operai specializzati arrivarono da tutta l’Italia e vennero impiegati anche molti uomini di Sant’Oreste,  per il paese era soprattutto una speranza di lavorare nella grande industria della Breda, una volta terminata l’opera.

Si lavorava 24 ore su 24 con turni di 8 ore. Il materiale estratto dalla montagna veniva scaricato in parte sulle pendici del monte proprio sotto il cantiere dove ancora oggi si possono vedere le ferite bianche e rossastre delle discariche, in parte trasportate nella zona della Cappella, all’altezza della Cappella di Sant’Antonio, per l’allargamento del viale, con la costruzione dei muraglioni di cemento armato che fungevano da sostegno per il materiale di riporto. Il lavoro era molto pericoloso e ci furono diversi feriti e una persona di Sant’Oreste, Benedetto Giacomini, rimase ucciso finendo sotto ad uno dei carrelli che trasportavano il materiale di risulta.

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In contemporanea allo scavo della galleria si provvedeva alla costruzione di una strada bianca che dalla Flaminia, passando per la Quadrara dell’Aquila, dove fu costruito un tunnel, raggiungeva la galleria. Un’altra strada fu iniziata, e mai terminata, nel versante nord, in prosecuzione della via Giosafat Riccioni che nel progetto si sarebbe dovuta ricollegare all’altra ,all’altezza di Fossarocca.

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I lavori si protrassero fino al 1943, poi nel settembre dello stesso anno, durante la seconda guerra mondiale, il Comando Tedesco guidato da Kesserling si insediò a Sant’Oreste. Iniziarono allora dei nuovi lavori per la costruzione, all’interno della galleria, di alloggi, uffici, magazzini e tutte le strutture necessarie per rendere accogliente l’ambiente.

Le condizioni degli operai sotto le direttive dei Tedeschi erano abbastanza buone, gli venivano forniti dei pasti decenti e una buona paga, e venivano esclusi dall’arruolamento per il fronte di Cassino o in altre zone pericolose.

Dopo il bombardamento del 12 Maggio 1944 da parte degli alleati, i tedeschi furono costretti alla fuga e prima di andarsene diedero fuoco alla galleria, ma questo non comportò dei danni rilevanti al complesso.

Nel dopoguerra le gallerie furono assegnate all’artiglieria che vi istallò un deposito di munizioni. Verso la fine degli anni sessanta la polveriera fu trasferita altrove, per trasformare la galleria in un insediamento della Nato oppure in un rifugio antiatomico, ma i lavori non furono terminati. Dagli anni ’70 le gallerie sono rimaste abbandonate ma sempre sorvegliate da un guardiano. Si racconta che i Tedeschi quando si insediarono nelle gallerie portarono con loro, parte dell’oro sottratto alla Banca d’Italia, ma questo non fu mai ritrovato.

Le gallerie da alcuni anni sono state riacquisite dal Comune di Sant’Oreste e visibili grazie all’impegno della Libera Associazione Culturale Sant’Oreste Bunker Soratte.

Qualche anno fa ad una delle prime aperture al pubblico delle gallerie siamo potuti entrare a vedere questa imponente opera. Armati di torcia e maglione, abbiamo varcato il portone d’accesso che conduce nelle viscere del monte  e siamo rimasti stupiti dalla grandezza della struttura e dalle tecnologie di costruzione, gli addetti ci anno condotto alla scoperta di questo mondo sotterraneo sconosciuto per noi, ci hanno raccontato la storia e fatto vedere dei filmati che documentavano la costruzione delle gallerie e le persone che hanno reso possibile tutto ciò,  devo dire che è stato molto emozionante.

Adesso con il passare degli anni molte cose sono cambiate, le varie stanze sono state arredate con pezzi originali dell’epoca, le gallerie sono illuminate, anche se la temperatura all’interno è rimasta la stessa, quindi mi raccomando di portarvi una maglia calda per coprirvi.

In questo periodo è molto suggestiva la rievocazione storica all’esterno del Bunker, con carri armati, armi belliche e persone con vestiti di quegli anni, ti sembra di essere tornata in dietro nel tempo. Molto emozionante è anche il passaggio degli aerei nel cielo durante la manifestazione.

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Vi ricordo che per l’ingresso bisogna dare un contributo di 8 euro l’intero e 5 euro il ridotto.

Come parcheggio si può utilizzare quello del campo sportivo, Largo donatori di Sangue, da lì ci sarà una navetta che vi condurrà in paese, se non troverete posto nei parcheggi più vicini al sito.

Il Bunker si trova a Sant’Oreste a circa 50 minuti da Roma, per arrivarci si può prendere la A1 direzione Firenze, uscita Ponzano-Soratte direzione Sant’Oreste oppure la Flaminia dopo Rignano Flaminio.

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Nella zona ci sono vari ristoranti dove mangiare comodamente, in alternativa c’è una pizzeria a taglio proprio su strada e comunque alcuni alimentari rimangono aperti anche la domenica mattina.

Per concludere la giornata potrete fare una bella passeggiata nel percorso vita a nord del monte, prosecuzione della via Giosafat Riccioni, oppure arrivare fino alla cima della montagna per visitare l’eremo di San Silvestro o per ammirare il magnifico paesaggio sottostante.

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Alla prossima da Mony!!

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